
Nell’eterno dibattito tra rischi e opportunità del digitale, DIGITALmeet rilancia il tema dell’umanesimo digitale per dire che l’uomo è il fine e resta saldamente al centro, in sintonia con le tecnologie che possono proiettarlo nel futuro e aiutarlo a vivere meglio. Per realizzare questo scenario, però, occorre una vera e propria rivoluzione culturale.
L’indice internazionale che misura il livello delle competenze digitali, infatti, colloca l’Italia al quartultimo posto in Unione Europea davanti a Bulgaria, Grecia e Romania; il Programme for the International Assessment of Adult Competencies (PIACC) dell’OCSE rivela che il 31% degli italiani non utilizza Internet regolarmente, che solo il 31% utilizza l’Internet Banking, che solo l’8% delle Pmi italiane vendono i loro prodotti online e che il 40% dei lavoratori italiani non sono in grado di usare in maniera efficiente software da ufficio come fogli di calcolo e strumenti di elaborazione testi.
Dati come questi impongono una seria riflessione, e hanno spinto DIGITALmeet a rinnovare il proprio impegno nel portare pillole di alfabetizzazione digitale a cittadini e imprese per rilanciare l’occupazione e l’innovazione, in maniera sempre più vasta e più diffusa. Accanto a questo aspetto, cresce anche l’attenzione per la difesa dell’ambiente: non a caso, il logo di DIGITALmeet si tinge di verde per mettere al centro il tema della sostenibilità in tutte le sue declinazioni, dal risparmio energetico alla mobilità, dal turismo all’agricoltura.
«Sette anni fa, quand’è nato DIGITALmeet, in Italia c’era l’emergenza di digitalizzare il Paese e alfabetizzare le persone - ricorda Gianni Potti, Presidente di Fondazione Comunica e Founder DIGITALmeet - Oggi il Paese si sta digitalizzando solo in parte e, come dimostrano i dati dell’OCSE sulle competenze digitali dei cittadini italiani, l’emergenza alfabetizzazione è ancora più urgente. La prima sfida è formare i formatori, e DIGITALmeet chiede proprio un cambio di marcia negli investimenti sulla formazione digitale, soprattutto per le Pmi e il mondo della scuola. Quest’anno DIGITALmeet cresce ancora e si rivolge, con eventi rigorosamente gratuiti, a un pubblico trasversale, cittadini di ogni età e alle imprese, grazie anche all’impegno e alla passione dei nostri Ambassador e ai tanti volontari di diverse scuole».
"E' fondamentale porre il tema del digital divide. Il tema sia centrale nell'agenda politica. La mia proposta è di introdurre l'alfabetizzazione digitale a scuola come materia scolastica, intervenire con un Piano di digitalizzazione scolastica e soprattutto con la formazione continua per i lavoratori prevedendo sgravi fiscali e incentivi per le aziende - afferma il Senatore Questore Antonio De Poli - Il deficit di competenze digitali è un freno per l'occupazione e per la crescita. Lo è nel privato, certamente, ma lo è anche nel pubblico, dove è importante cogliere la sfida del digitale nella Pubblica amministrazione. Basti pensare al fatto che una PA digitale farebbe scendere la spesa pubblica di 8 miliardi di euro e farebbe, di contro, aumentare il Pil di 0,5 punti. Sono numeri eloquenti: c'è un gap che va certamente colmato per cogliere la grande opportunità del digitale".
Il Comitato Scientifico di DIGITALmeet 2019 è formato da Gianni Potti, Presidente di Fondazione Comunica, Laura Aglio, Account Manager Territoriale dell’Agenzia per l’Italia Digitale, Antonella Candiotto, Direttore Generale di Galdi srl, Luca De Pietro, Docente di E-Government ed E-Democracy all’Università di Padova, Luciano Gamberini, Docente di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni e Direttore del Centro di Ricerca Internazionale Human Insipred Technology (HIT) dell’Università di Padova, Paolo Ghezzi, Direttore Generale di Infocamere, Marta Ghiglioni, Managing Director di ItaliaFintech, Luca Giuman, Vicepresidente di Confindustria Servizi Innovativi Padova, e Paolo Gubitta, Docente di Organizzazione Aziendale e Direttore Scientifico dell’Osservatorio Professioni Digitali dell’Università di Padova.
La bussola è su www.digitalmeet.it.